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Assassin's Creed - Spadino di Altaïr Ibn-La'Ahad

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Riproduzione dello spadino corto usato da Altaïr Ibn-La'Ahad della saga "Assassin's Creed". Misura circa 59cm.
Prodotto ufficiale © Ubisoft
Assassin's Creed - Spadino di Altaïr Ibn-La'Ahad - Prodotto Ufficiale Warner Bros.
Prezzi incredibili!

Codice: PGBS0144050
Descrizione

Questo articolo viene venduto esclusivamente ai maggiori di 18 anni.

 

Altaïr Ibn-La'Ahad (11 gennaio 1165 - 12 agosto 1257) è stato uno dei Maestri del ramo levantino della Confraternita degli Assassini vissuto durante il Basso Medioevo. Riconosciuto probabilmente come il più grande Mentore degli Assassini mai esistito, ricostruì la Confraternita dalle basi espandendola in tutto il mondo. È un antenato di Desmond Miles per linea materna.

Nato a Masyaf, Altaïr crebbe secondo la tradizione della Confraternita, venendo addestrato fin dalla nascita per diventare un Assassino. Appena ventenne venne promosso al rango di Maestro, come premio per aver sventato da solo un assedio dei Templari alla cittadella. Da quel momento divenne l'Assassino più famoso del ramo siriano, secondo solo al Mentore Rashid ad-Din Sinan. Nel 1190 quest'ultimo incaricò Altaïr di recuperare per la Confraternita un manufatto antico noto come Calice. La difficile missione, che durò per parecchi mesi, si risolse però in fallimento quando i Templari distrussero il manufatto.

Un anno dopo gli venne assegnata una nuova ed importantissima missione: recuperare una Mela dell'Eden dalle rovine del tempio di Salomone; nel corso dell'incarico ruppe però tutti e tre i principi del Credo, causando numerose perdite per la Confraternita, nonostante la vittoria. Declassato al rango di novizio da Rashid, venne inviato ad uccidere nove uomini come offerta di redenzione. Nel progredire della missione, scoprì che i suoi bersagli componevano i ranghi dell'Ordine dei Templari in Siria e che, inaspettatamente, Rashid aveva tradito la Confraternita volendo tenere per sé la Mela e sottomettere la Siria al suo volere.

Ucciso il suo maestro per corruzione, Altaïr divenne il nuovo Mentore levantino. Quindi rivoluzionò lo stile di vita della Confraternita introducendo il nuovo ideale secondo cui il libero arbitrio degli uomini fosse la chiave per la pace. Poco tempo dopo si recò da solo a Cipro aiutando la resistenza locale a scacciare gli ultimi residui dei Templari operanti in oriente. Qualche tempo dopo conseguì un viaggio in Mongolia, aiutando gli Assassini locali ad uccidere il conquistatore Genghis Khan ed a rubare la sua Spada dell'Eden.

Tornato a Masyaf dopo dieci anni circa, Altaïr scoprì che il suo eterno rivale Abbas Sofian aveva usurpato il rango di Mentore con un golpe. Costretto a fuggire dagli Assassini, si esiliò volontariamente ad Alamut per ben venti anni. Durante questo periodo approfondì gli studi la Mela dell'Eden che aveva rubato anni prima a Rashid. Il suo esilio terminò nel 1247, quando uccise Abbas e riconquistò Masyaf. Tornò quindi a dirigere la Confraternita, fondando gilde in tutto il mondo e spargendo gli ideali del Credo; morì il 12 agosto 1257 all'interno della sua biblioteca.

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