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Antichi Strumenti Scientifici - Orologio Solare Dittico

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Accurata e dettagliata riproduzione di un orologio solare dittico o orologio solare da tasca.

Dimensioni: approssimativamente 7,6 x 5 centimetri.
Antichi Strumenti Scientifici - Orologio Solare Dittico
Prezzi incredibili!

Codice: EMH020
Descrizione

Qualsiasi oggetto che proietti un’ombra è potenzialmente un orologio solare. Lo stilo, altrimenti chiamato gnomone, deve essere collocato in modo da essere sempre parallelo all’asse di rotazione della Terra, mentre il piano di proiezione può avere un’orientazione arbitraria. La costruzione dell’orologio solare dipende dal piano di proiezione scelto: dell’Equatore, dell’orizzonte o del piano verticale.

Il primo orologio a disposizione dell’uomo fu senza dubbio quello originato dall’alternanza del giorno e della notte, ossia il giorno solare. Tutte le civiltà dall’Egitto fino alla Cina, dal Messico al Medio Oriente, conoscevano l’orologio solare. La prima piccola meridiana solare, costruita in Egitto, risale al XV secolo a. C. ed è costituita da una semplice pietra a forma di “T”. Gli enormi obelischi erano in realtà veri e propri orologi pubblici, poiché l’ombra che proiettavano indicava l’ora.

Il termine “quadrante” deriva dalla parola “quadrant” ed indicava il quarto del cerchio sul quale si leggeva l’altezza di un astro sull’orizzonte. Per estensione questa parola indica gli strumenti che segnano l’ora.

Si crede che i quadranti solari (gnomon in greco) fossero in uso in Grecia fin dall’anno 500 a. C. e dal secolo II a. C. l’uso dell’orologio solare o “solarium” si diffuse tanto in tutto l’impero romano da essere contemplato anche della legislazione, tanto che tutti i commerci privati erano regolati dalle ore segnate sul quadrante.

I quadranti con la bussola, inventati nel XV secolo, furono i primi orologi portatili ad ombra. La bussola serviva per puntare il quadrante verso nord e si faceva scendere o salire lo gnomone (un pezzo di corda o un triangolo pieghevole) per adattarlo alla latitudine alla quale si usava la bussola.

L’epoca dorata degli orologi solari si estese dal XV secolo fino alla fine del XVIII secolo, quando gli orologi meccanici, notevolmente perfezionati, cominciarono a sostituire, negli edifici pubblici, quelli solari.

Questo modello rappresenta nella parte superiore una Rosa dei Venti con un ago che permette di stabilire differenti rotte. Un foro in direzione nord ci permette di osservare la direzione nord della bussola interna, orientata la quale, è possibile stabilire le 32 rotte.

La Rosa dei Venti è un cerchio intorno al quale sono segnate le 32 rotte in cui sono divisi i 360° della circonferenza terrestre (equivalenti a 11,25° ciascuno). La rotta è anche la direzione lungo la quale ci muoviamo o navighiamo e normalmente è rappresentata dall’angolo formato da questa direzione con un’altra di riferimento. Se questa direzione di riferimento è il meridiano terrestre che passa per la nostra posizione, si tratta di rotta geografica, se è la direzione che segna la bussola magnetica, si tratta di rotta magnetica.

Nelle mappe nautiche è rappresentata da 32 rombi uniti in una estremità, mentre l’altra segna la rotta sul circolo dell’orizzonte, sul quale vediamo il giglio con il quale fin dal XVI secolo normalmente è indicato il nord.

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